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Cartolina d'epoca di Corso Trieste e Trento ad Alberobello, la strada del palazzo
Noi: la storia
Biancheria arrotolata con il logo e la scritta «Palazzo Scotto, dimora storica in Alberobello»

La storia della nostra dimora dell'Ottocento ad Alberobello

Palazzo Scotto ti apre la porta di casa sua.

L'architettura d'epoca e il calore di una casa vera si affacciano sui tetti a trullo di Alberobello.

Alberobello vista dall’alto nella luce dorata: i coni dei trulli, le case bianche e le palme accanto a un edificio in pietra
Un salottino del palazzo: la specchiera ovale dorata, due poltroncine azzurre e un tavolino con le rose

Qui ogni dettaglio racconta una storia lunga più di un secolo: le volte in pietra, gli affreschi restaurati, i pavimenti antichi, la luce che entra dalle grandi finestre. Se hai qualche minuto da dedicarci, ti raccontiamo da dove viene questa casa — i fatti, le date, i nomi.

Il salone del palazzo: il soffitto dipinto, il lampadario di cristallo, lo specchio dorato e il divano rosso

Le origini di Palazzo Scotto

Costruito dalla famiglia Rotolo tra la prima e la seconda metà del XIX secolo, il palazzo sorge lungo l'asse ottocentesco di Alberobello, a pochi passi dalla Basilica.

Fu realizzato in pietra calcarea locale, con tecniche costruttive simili a quelle dei trulli e la compostezza delle case signorili del tempo.

La famiglia vi abitò fino all'inizio del Novecento, prima di trasferirsi a Roma, come molte altre casate locali.

Nel tempo il palazzo ha cambiato volto e funzione: è stato prima sede dei Carabinieri, poi alloggio del distaccamento fascista locale. Dopo la guerra è tornato alla famiglia originaria, che però non lo abitò più stabilmente. Per anni è rimasto in disuso, segnato dal tempo e dall'abbandono.

Il letto della Foresteria sul pavimento di vetro e ciottoli bianchi, sotto le volte in pietra

Otto anni di lavori per riportare la bellezza alla luce.

Abbiamo scelto di restituire a questo edificio la sua dignità, con un intervento durato quasi un decennio. Ogni elemento è stato conservato e ripreso con rispetto: le volte, le nicchie, i pavimenti antichi. I comfort di oggi sono entrati senza cancellare la casa di ieri.

Oggi il palazzo ha cinque camere; altre quattro formano la Widespread Collection, a 40–150 metri dalla porta, nella parte quieta del paese — lontano dalla folla. Le giornate si passano fuori; la sera si torna, e a tavola, sotto casa, c'è musica dal vivo ogni sera.

È l'ospitalità che abbiamo scelto: una bellezza silenziosa, nel fulcro della Valle d'Itria.